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Music: By this river -Brian Eno- 

 

13 August 2011 

An article of dear friend of mine, Nicola “Caranx” Zingarelli.  All infos on caranx.net

Desde Castellón con amor

Le digo a Andrea: “Amigo, no se si con ese bajo de línea de 130lb sacarás algo en aguas tan claras ¡los bichos aquí están muy despabilados!” Al final del día me había metido un dos a cero y me miraba con  sonrisa de niño travieso. ¡A callar Nicola, que no das ni una! En fin, un Sábado muy agradable a bordo del Cata de 14,5m de Charter Columbretes con Sergio Nundina y Juan Vicente Lloret como patrones de lujo, y un puñado de amigos y familiares muy envenenados con la pesca.

El “deus ex machina” del evento mi amigo Javier y su mujer Eva, que habían reunido a Andrea, un amigo italiano y su familia, y servidor con sus mujeres: madre e hija. Como invitados de lujo no tuvimos que preocuparnos de nada, solo llegar y meter los jigs a remojo. De vez en cuando una visita en la cabina para degustar algunos de los abundantes manjares, y una siestecita en proa, cuando el tiempo y el sol dejaban.

La luna llena, se sabe, regala grandes capturas o tremendos bolos y en nuestro caso, probablemente gracias a la maña de los skippers, logramos evitar el baño de humildad. Algún que otro pez salió, no lo que se esperaba pero tampoco lo que se temía;  variedad sobre todo, con Sama, Mero, Chopas (con carnada), Gallineta, Serranos y Bacoreta. Jigging e Inchikú las técnicas más cotizadas pero como decíamos, la abundancia de las Chopas, deliciosa en la cazuela, hizo que se bajaran un par de cañas con sardina.

Estuvimos pescando la zona que colinda el parque de Columbretes, donde está permitida la pesca, y la influencia positiva de la reserva se hace notar ya que hay presencia de depredadores a lo largo de la temporada, que evidentemente salen del perímetro del parque en busca de comida. Peinamos todas la piedras posibles e imaginables, y además de las 9 o 10 piezas que pudimos sacar, hubo alguna que otra picada fallida que animaron el día. Mis recuerdos de Columbretes eran algo diferentes, de hecho hace algunos años cuando todavía había algún barco con el permiso para pescar dentro de la reserva, pude hacer una pesca espectacular, sin embargo me ha quedado clara la importancia de poder contar con un criadero de semejante tamaño.

Por cuanto nos pueda molestar el hecho de no poder pescar la zona del parque, debemos de ser conscientes que es un gran pulmón para la fauna marina, que les permite vivir y reproducirse sin acoso alguno, llegar a grandes tamaños, y finalmente generar vida y pesca para las zonas cercanas. Lamentablemente el genero humano desconoce los límites, la conservación y el respeto de tallas y cupos, por lo tanto la única manera de que los respete es de prohibirle algo por completo, y mantener un control muy exhaustivo. A estas alturas me decantaría para que en el Mediterráneo hubiese más reservas marinas, pero no las de pacotilla donde solo pueden pescar los profesionales, sin duda los mayores responsables de la situación el que verte nuestro mar, sino las integrales, donde los bichos puedan encontrar algo de paz y con alguna esperanza de llegar a viejos.

Si mis amigos de Castellón me dejan, no me importaría volver a pescar a Columbretes, con una condición, que sea Eva que se encarga de la comida …

          

      

27 March 2011  

Very interesting  meeting to  Ancona YachtClub (Italy), speaking about fishing problems. There some picts from theis event and complete text of my speech.

Special guest my friend Mr. Giuseppe Castiglioni, owner of Old Captain company, Distributor of SMITH, Van Staal and other high quality fishing brands.

I’d the pleasure to meet  Sandro Onofaro, great pro-fisherman and very nice person. It was a real pleasure to meet again  Michele Nodari, owner of Normic company and Mr. Saverio Bersanetti.

Andrea Pellegrini, Sandro Onofaro and the "boss" of meeting Maurizio

 

Wiew from Yachting Club Marina Dorica

 

Sandro Onofaro

Mr Bersanetti and Michele Nodari (on right)

Andrea Pellegrini, Team Marine USA pro-staff

 

                           

One moment of the meeting

       

        

Alternative system to vent

        

           

         

Speaking about Pre-vent by Team Marine USA

 

 

Testo del mio intervento, 25 Marzo Ancona (Italy)

 

Ho il piacere e l’onere di presentarvi questo piccolo meravigliosoattrezzo che vi mostro in questo momento. Il suo nome è Pre-vent ed è prodotto dall’azienda americana Team Marine USA di Tampa, Florida. Esso rappresenta, pur nella sua apparente semplicità (pur frutto di 5 anni di studi in collaborazione con le maggiori università americane), uno strumento indispensabile per chi, come me, pratica già il Catch & Release o per chi si avvicinando a questa che è a tutti gli effetti una disciplina, un modo di vivere la pesca sportiva in maniera etica, un passo fondamentale verso quella che si usa definire “Pesca sostenibile”. Due parole proprio a proposito del Pre-vent, della sua concezione e del suo utilizzo pratico.

Notoriamente ci sono pesci di fondo che, portati in superficie molto rapidamente, come Dentici, Cernie, Corvine, Merluzzi, Gallinelle, Saraghi, Ombrine oltre che tutti i pesci della barriera Corallina (Red Snappers, Triggerfish, Grouper etc.) fino ad arrivare, addirittura, ai Black Bass pescati in inverno in acque di laghi profonde, che non riescono a liberare la vescica natatoria dai gas in essa contenuta. I danni provocati da questo fenomeno vengono definiti “Barotraumi”. Tecnicamente un barotrauma è una lesione ai tessuti provocata dal mancato equilibrio fra la pressione dei gas trattenuti in una cavità corporea e la pressione dell’ambiente circostante. In pratica i barotraumi si hanno quando il corpo si muove in modo troppo repentino verso una condizione in cui la pressione è più elevata o molto inferiore. Il danno si verificherà nei tessuti intorno spazi cavi del corpo perché i gas sono comprimibili e tessuti invece non lo sono. Nel caso dei pesci i gas vengono trasferiti in o fuori della vescica attraverso il sistema circolatorio al fine di mantenere un costante assetto di galleggiabilità ottimale modificando al proprio interno la pressione al cambiare della profondità dell’acqua. L’improvvisa diminuizione della pressione esterna provoca una decompressione dei gas presenti all’interno degli spazi cavi del corpo e, se non evacuati, ad una espansione innaturale della vescica natatoria, con conseguente stress fisici visibili, oltre che danni ai tessuti circostanti, organi e struttura muscolare. Il barotrauma si verificherà quando il pesce viene portato rapidamente in superficie da una profondità d’acqua di 10 metri o superiore. Per esempio, se si cattura un pesce in meno di 10 metri di acqua o 1 ATM, è probabile che esso non mostri segni di barotrauma. Se si cattura un pesce tra 12 e 24 metri o 2ATM, il pesce subirà traumi minori, a seconda della specie. Se la cattura di pesci avviene a profondità oltre 28 metri e quindi superiore a 3 ATM , durante la risalita verso la superficie all’interno del pesce si verificheranno delle pressioni 3 volte superiori a quello catturato in acque meno profonde.

 

Dia 1 -dilatazione della vescica in funzione della pressione esercitata

 
 

La rapida ascesa dal fondo alla superficie dell’acqua è quello che danneggia, fino a portare alla rottura, la vescica natatoria di pesci poi si restringerà, come un palloncino sgonfio. Quando i gas contenuti nella vescica natatoria che si rompe vengono rilasciati nella cavità toracica si sviluppa una enorme pressione che viene esercitata sugli organi interni di pesci, causando il rigonfiamento degli occhi, la protrusione molto vistosa dello stomaco dalla bocca e perfino di parte dell’intestino dal foro anale.

    

Dia 2 -effetti visivi della rottura della vescica-

Ricordate, però, non tutti i sintomi sono visibili e solo perché i suoi occhi sono normali e lo stomaco può non sembrare essere “protruso” non significa che il pesce è OK. Se ci sono bolle d’aria nel suo sistema muscolare, nonché negli altri organi, esse possono causare la morte.

Dia 3 -piccoli effetti visivi di barotrauma-

Studio della Dottoressa californiana Pribyl ha rilevato che l’80 per cento dei pesci portati rapidamente in superficie aveva le vesciche natatorie rotte. Dopo 31 giorni, dal 20 al 50 per cento di quelle vesciche natatorie rimasero aperte. Eppure non c’erano alcuna mortalità, e anche successivamente, l’80 per cento del pesce aveva ripreso ad alimentarsi regolarmente. Quindi gli studi hanno confermato che il pesce poteva superare una rottura della vescica natatoria – se le condizioni del mare sono favorevoli. Essi possono manovrare ancora su e giù nella colonna d’acqua, ma avrebbe dovuto spendere più energia per farlo. “Se le condizioni non sono buone e c’e molto cibo potrebbe non essere un problema,” ha sottolineato la Dottoressa. “Se c’è invece un anno di magro e molti predatori, potrebbe essere molto diverso”.
 Soluzioni ai problemi da barotrauma Con gli esseri umani che soffrono di questo problema si può rimediare mettendoli in una camera di decompressione, restituirli alla pressione massima presente al momento del problema e quindi regolarne la stessa lentamente fino a riportarla a quella dell’ambiente circostante. Per i pesci vi sono due metodologie usate per salvare loro la vita: una è espellere i gas dalla cavità toracica, la cosiddetta ventilazione, così che essi possano raggiungere il galleggiamento neutro ed essere in grado di nuotare indietro verso le profondità, l’altra è di riportare il pesce alla profondità a cui è stato catturato ricreando una sorta di effetto “camera iperbarica” naturale. Ecco alcuni esempi, di cui diversi piuttosto artigianali e poco pratici se pur efficienti. 

  

–cassetta di plastica capovolta- 
Cassa di plastica capovolta, piombata e collegato a una corda: la cassa viene calata in acqua sul pesce che naturalmente galleggerà al suo interno, con la cima verrà portata ad una profondità minima di 18 metri e tenuta in posizione fino a quando non si vedrà il pesce uscire da essa in maniera autonoma.Controindicazioni: sistema ingombrante e poco pratico, con il mare mosso i pesce può sfuggire prematuramente dalla cassa e può sbattere con gli occhi protrusi contro le pareti in plastica riportando ferite anche mortali.

–piombo con amo capovolto-  
Amo senza ardiglione montato upside-down su un grosso peso: facendo attenzione a non forare lo stomaco estruso che esce dalla bocca si dovrà agganciare l’amo al labbro inferiore del pesce passando da dentro verso fuori. Il piombo connesso deve essere di peso sufficiente a portare rapidamente il pesce alla profondità desiderata, cioè vicino al fondo. Una volta che esso avrà riacquistato il suo coordinamento muscolare si slamerà da solo. Questo sistema è stato inventato da una guida professionista a Nosi Bè in Madagascar e ha il suo limite più grande nel fatto che funziona bene solo con i pesci piccoli, oltre che maneggiando il pesce con una punta in prossimità dello stomaco che fuoriesce dalla bocca si potrebbe inavvertitamente bucare lo stesso decretandone la morte dopo atroci sofferenze.

–discender commerciali- 
Funzionano con lo stesso principio del piombo con amo capovolto con la differenza che quest’ultimo è sostituito da una sorta di “serpentina” in acciaio che ha la funzione di trattenere il pesce e un occhiello in fondo al sistema dove và agganciato il piombo dimensionato in base alla taglia del pesce.Come per l’altro sistema anche i fattori negativi sono gli stessi.

–Pre-vent tools-

 Il pre-vent

 Il principio a cui si ispira il Pre-vent, fatta questa lunga premessa sulla biologia e la fisiologia del pesce, è ora di facile comprensione: come detto a causa della rapida ascesa quando catturati, in genere la vescica natatoria contenuta nella cavità addominale presenta delle rotture e i gas in essa contenuti causano delle terribili pressioni all’interno del corpo compromettendo tessuti e organi vitali. Se non adeguatamene ventilati questi pesci affrontano una morte imminente. Con l’utilizzo del Pre-vent essi riacquistano un assetto neutro che permette, fra l’altro, di tornare più rapidamente in profondità con meno possibilità di cadere in mano ai predatori. Ventilare correttamente un pesce non comporta la perforatura di organi interni, in quanto questa operazione viene effettuata in un’area dove non sono presenti organi.

 

–Anatomia di un pesce-

Il primo passo per compiere correttamente questa operazione è coricare su un fianco il pesce appoggiandolo su una superficie piana, bagnata e non rovente.Ovviamente il pesce, come sempre, và maneggiato con le mani bagnate per evitare involontarie bruciature sulla sua pelle e problemi alle mucose.Regolato l’ago del Pre-vent in base alla grandezza del pesce si identifica velocemente il punto esatto dove conficcare l’ago, con una inclinazione di 45°. Questa zona corrisponde a 2/3 della lunghezza della pinna pettorale. La misurazione parte dall’attacco della pinna pettorale verso la coda.

 

–Uso corretto del Pre-vent-

 

Non ci sono organi presenti in questa parte dell’anatomia pesci, è quindi possibile penetrare con l’ago che ha un particolare profilo che permette la veloce cicatrizzazione e far sfogare facilmente i gas dalla cavità toracica. Si sentirà infatti un tipico sibilo, come quello di un palloncino che si sgonfia.

Questi strumenti sono fatti di materiali eccezionalmente robusti, tanto da avere la garanzia a vita: personalmente, viaggiando per il mondo, preferisco il modello “Anglers series” fatto di resina robustissima ma anche molto leggera. Il modello “Pro series”, in solido alluminio aeronautico, è la mia scelta da tenere in barca.

 

 

–Uso corretto del Pre-vent 2-

 Metodologia per applicare correttamente il Catch & Release

 

  • Usare sempre ami senza ardiglione o schiacciando lo stesso con una pinza. Si proteggerà il pesce ma anche se stessi da brutte sorprese

   

–Ancoretta su piede-

 

 

  • Tenere il pesce fuori dall’acqua il meno possibile e, se possibile, cerchiamo di slamarlo direttamente in acqua magari utilizzando uno strumento come il “De-hooker” della Team Marine USA

  • E’ essenziale non toccare il pesce con le mani nude ed asciutte involontariamente si possono provocare delle microlesioni sulla pelle o privare il pesce della mucosa protettiva che lo

ricopre e delle relative squame. Inoltre a seguito di un suo brusco movimento, istintivamente si aumenta la stretta della mano con la possibilità di provocare lesioni agli organi interni. Se proprio e’ necessario doverlo afferrare bagnarsi prima le mani, o utilizzare guanti appositi e qualora possibile afferrarlo preferibilmente per la coda.

  • Per trattenerlo non mettere le dita nelle branchie ,ma afferrarlo per es. per il labbro inferiore. Il guadino è un ottimo aiuto. Non utilizzare maglie troppo larghe o con nodi, che possono impigliarsi nelle branchie o nell’amo, ritardandone il rilascio. E’ opportuno tenere il guadino in acqua , possibilmente utilizzare guadini a rete tesa , appositamente ideati per praticare il C&R

  • Tutti i pesci vanno rianimati prima del rilascio mantenendoli in acqua , nella corretta posizione, in direzione della corrente, muovendoli un po’ in avanti e un po’ indietro, per far entrare acqua dalla bocca . E’ una vera e propria respirazione artificiale da eseguire per alcuni minuti. Quando il pesce si sarà completamente ripreso dando concreti segnali dibattendosi

    e tentando di riprendere a nuotare, a quel punto lo si potrà rilasciare.

 

Una pesca cosciente, sostenibile è un passo indispensabile verso un futuro altrimenti assai fosco. Una applicazione del Catch & Release mediante anche un corretto rilascio del pesce saprà regalarci una emozione forte come la cattura stessa oltre che nuove opportunità di divertimento: una applicazione della pesca No-Kill, come succede in diverse acque interne, potrebbero consentire l’accesso ad aree protette altrimenti interdette alla pesca sportiva magari supportando con il Tag anche studi con basi scientifiche.

 Meeting of 25th March 2011 -Ancona, Italy-

I have the pleasure and the responsibility of presenting this wonderful little tool that I am holding. It’s name? The Pre-Vent !
Manufactured by Team Marine USA in Tampa, Florida. It represents, the result of 5 years of study in collaboration with major American Universities and Marine laboratories.

It is an indispensable tool for people like me, whom practice “Catch and Release” and for those that are starting this practice as well. In effect “Catch and Release” is a discipline, a way of life, fishing in an ethical manner.
It is a
fundamental step towards what is known as Sustainable Fisheries.

Notoriously, there are bottom fish that when brought to the surface very quickly, such as snappers, groupers, Ravers, cod, gurnard,
White bream, croaker, Red Snappers, Triggerfish, Grouper Etc. that will suffer from Barotraumas, Technically a barotraumas is injury to tissues caused by an imbalance between the pressure of the gasses held in the swim bladder
and the pressure of the surrounding water. In practice, barotraumas occurs when the fish is brought from the depths rapidly to the surface.
The damage will occur in the tissues around the hollow spaces of the body because gases are compressible and tissues are not. In the case of fish,
gas is transferred into or out of the swim bladder through the capillary circulatory system to maintain a constant attitude of buoyancy?
The sudden decrease in external pressure causes the swim bladder to rupture releasing gasses into the fishes’ chest cavity. These released gasses put an enormous amount of pressure on the fishes internal organs and may damage the surrounding muscle tissues and result in visible physical stress like the protrusion of the stomach from the mouth, bulging eyes and intestine protrusion from the anal opening..
Barotraumas occur when a fish is brought to the surface quickly from a depth of 10 Meters or deeper. For example, if you catch a fish in less than 10 feet of water or at 1(one) atmosphere it likely does not show signs of barotraumas. However, If you catch a fish between 12 and 24 meters or 2ATM, the fish may be subjected to minor trauma
Depending on the species. If the fish is brought up from 28 meters or 3 ATM, during the ascent to the surface, the fish will encounter pressures 3 times higher than those caught in shallower waters.
Take a 1-expansion of the swim bladder as a function of pressure from rapid rise from the bottom to the surface of the water. When the pressure reaches the maximum capacity the swim bladder ruptures and shrinks like a deflated balloon. When the gas content in the swim bladder that breaks is released into the thoracic cavity it develops tremendous pressure on the fishes internal organs causing swelling of the eyes, protrusion from the mouth of the stomach and even part of the intestine from the anal vent.

Dia 2-visual effects of a ruptured swim-bladder
Remember, not all symptoms are visible and just because the fishes eyes are normal and it’s stomach does not appear to be “protruded”does not mean the fish is OK. If there are air bubbles in it’s blood stream , muscle tissue or in it’s internal organs, they may cause death.

 

 Dia 3 -visual effects of barotrauma- A study by Dr. Pribyl Cal-State Berkely, found that 80 per cent of fish brought to the surface quickly had swim bladder ruptures . After 31 days, 20 to 50 percent of their swim bladders remained ruptured. Yet there was no mortality. And also later, 80 percent of the fish had resumed feeding regularly. Therefore, studies have confirmed that the fish could survive a swim bladder rupture. If sea conditions are favorable, they can still maneuver up and down in the water column but would have to expend more energy in the process. ” If conditions are not good and there is plenty of food, it may not be a problem”, said the Doctor.” If there is instead a lean year and many predators, the results could be very different ”
Solutions to problems from barotrauma in humans who suffer from this problem can be remedied by putting them in a decompression chamber, returning to the pressure present at the time of the problem and then adjusting the pressure to bring the body slowly back to the surface ambient pressure.

For fish, there are two methodologies used to save their lives: A) expel gas from the chest cavity, via ventilation, so that they can achieve neutral buoyancy and be capable of swimming back to the depths. The other, B) is to return the fish to it’s original depth of capture by recreating a sort of hyperbaric chamber ​.
Here are some examples, including several rather cumbersome and impractical methods that may work.

Dia 4 -Inverted plastic milk crate- A plastic crate held upside down and connected to a string: the crate is lowered into the water over the fish and is lowered to at least18 meters and held in place until you see the fish swim out of it on it’s own
Evaluation of this method: system is cumbersome and impractical, with the sea moving the fish can escape prematurely from the crate or can injure it’s protruding eyes against the plastic walls and receive serious injuries which could cause death.

Dia 5 -Lead with inverted barbless hook Barbless hook mounted upside-down on a heavy lead weight: being careful not to puncture the stomach protruding from it’s mouth.
Attaching the hook to the lower lip of the fish going from inside to out. The lead weight must be heavy enough to quickly return the fish to the depth of capture near the bottom.
Once it has regained it’s muscle coordination the fish can release itself. This system was invented by a professional guide and only works well with the small fish, and the protruding stomach could inadvertently be punctured while handling the fish and lead to death.

Dia 6 Descend-commercial
Works on the same principle upside down with the lead with a hook like apparatus.
Unlike the latter replaced by a sort of coil in stainless steel which serves to hold the fish at the bottom this system with the combined lead size depending on the size of fish also proves impractical.

Dia 7 Pre-vent-tools
The pre-vent
The principle which inspired the Pre-vent, after this long introduction on the biology and physiology of the fish is now easier to understand: that due to the rapid ascent when caught, the fishes swim bladder ruptures
and releases it’s gases into the thoracic cavity of the fish exerting enormous pressure on it’s internal organs and compromises body tissues. If not adequately vented these fish face imminent death. With the use of the Pre- Vent these gasses may be quickly, humanely and safely released and allow the fish to swim down to it’s home depth so as not to fall victim to predators.

Dia 8 Anatomy of a fish-
The first step to successfully venting a fish is to lay the fish flat on it’s side in a cool wet flat surface.
Obviously, the fish, should be handled with wet hands to avoid accidental burns on it’s skin and to avoid damaging it’s mucous membranes.
Set the length of the needle to correspond with the size of the fish. Measure back 2/3 of the length of the pectoral fin from where the fin is attached to the fish and insert the needle under a scale at a 45 degree angle only until you hear the gasses being released.

Dia 9 Proper use of the Pre-vent-
There are no organs in this part of the fishes anatomy and the highly engineered needle does not remove any flesh it simply leaves a small flap that closes immediately and heals quickly.
These tools are made of exceptionally strong material, so to have the lifetime warranty: personally, traveling the world,
I prefer the Angler series PV-2. It is sturdy and lightweight and made of resin with high grade stainless steel components. The Pro Series PV-1 is made of aircraft aluminum with high grade stainless steel components and it is my choice to keep on my boat.

Dia 10 Proper use of the Pre-vent 2 –
Methodology to properly apply Catch & Release:
Always use barbless hooks or crimp the barb flat with pliers. This will protect the fish and also the angler if you get a hook in your hand.
Keep the fish out of water as little as possible and, if possible, try to return it directly into the water perhaps using a tool like the commercial grade De-hooker made by Team Marine USA.
it is essential not to touch the fish with your bare hands and dry hands can involuntarily cause micro-lesions on the fishes skin or to deprive the fish of the protective mucus on it’s body. Also as a result of a fishes sudden
movement, instinctively you increase the holding pressure of your hand and could possibly cause injury to it’s internal organs. If you find it
necessary to handle a fish with your hands, first wet your hands or use examination gloves if possible and hold it by the tail.

Do not put your fingers in the gills, but hold the fish by the lower lip or use a landing net. Do not use oversized mesh which can become entangled
in the gills delaying the release. You should hold the landing net in the water, preferably using a landing net specifically designed for practicing C & R .
All fish must be revived before releasing them. Hold them in the water facing the current moving them back and forth to let water through their gills until they are able to swim off strongly on their own.
The practice of the Catch & Release gives us the best chance of conserving a sustainable fishery while giving us the thrill of catching but not killing the fish.
This practice could allow us future access to protected areas otherwise off-limits to fishing and could allow anglers to participate in tagging fish to support scientific studies.

If we follow the practices I have outlined, we will have a sustainable fishery for future generations to enjoy and share with their families. 

 

 

 

             

           

4 Jan 2011

From Team Marine USA one tool that cannot lack in our fishing bag: the PRE-VENT

This tool permit to deflate the abdominal cavities of bottom reef fish in a humanely, quickly and safely way. The bottom fish in fact due to the rapid ascent when caught, typically the swim bladder ruptures and these gases greatly expand the abdominal cavity. This can place enormous pressure on the fish’s internal organs. Unless properly vented, these fish face imminent death and venting with a knife usually causes more harm than good. It’s very, very important to not cut or puncture what is protruding out of the fish mouth, it’s not the swimming bladder, it’s the stomach!!!! Please for a real Catch and Release use  the Pre-vent tool, the only tool which increases the fish’s ability to survive and reproduce for many generation to come.

The aluminum Pre-Vent  tool: look very nice but for professional use or for use in boat. For fisherman which use it during fishing trip is better the Angler series, made in strong polymer.

This is the Anglers Series, my personal choice for fishing travel..

..and the De-Hooker, very easy to use.

 

 

 

 

22 Dec 2010

Just arrived from M&W Jigging some new, very nice,  fishing items.

At first look all of them are well crafted with some very interesting solution.

The Carbon Gimbal Plate, for example, is incredible for lightness and resistance. This is very important characteristic for Anglers that travel around the world with heavy weight luggage (which have and expensive add cost)

An interesting item is the Fishing pliers. Beautiful, lightness, complete with his pouch. Good idea to have the cutting parts replaceable. Next January it will be tested very hard in Andaman Island!!

Another fantastic item from M&W Jigging is the reel handle. Easy to install, very well make, now the look of my Stella  is very cool!!!

Andamand Island will be the right place for a serious test of this new assist hook. The innovation is the double solid ring which should improved the safety of connection solid/line

 

12 Dec 2010

From OLD CAPTAIN, distributor of SMTH company, I’ve in my hand the first Baby Runboh official distributed in Italy. I took with Mr. Giuseppe Castiglioni about a very good presence of Blue Fin Tuna in Italy after more than 10 years, thanks to a more governed professional fishing. For this reason probably next summer will be a great attention to popping and stick bait technique. The BABY RUNBOH,  is made of high floating hardened plastic wood, comparable in property to natural wood, weighs 70g even in F (= floating) type because of the high-density material characteristics.  Its amazing casting distance enables you to expand your area and gives you an overwhelming edge in fishing even with underhand casting.  As a result of pursuing under surface action (wobbling + rolling) is 10cm under the water surface in case of F type (my preferred)  by slow steady retrieve, and  an excellent dart action by light jerking. You can have it make irregular movement intentionally to entice fish.  For this lure the best choice of rod is, for me, the WRC 80P/35